Backup Completo perWordPress con BackWPup

BackWPup è un plugin per il backup di files e database di wordpress.

Anche ai più affidabili server e protetti siti internet può succedere qualcosa, attacchi di cracker, infezioni di virus ed altro, fare il backup almeno del database è essenziale; se non ci si vuole trovare un giorno con il sito internet down e con tutto il lavoro andato in fumo oppure perder tempo a risistemarlo tramite BackWPup si potrà fare semplicemente il backup del database MySQL, dei file PHP, delle immagini, di tutto e poi si potrà ripristinare tutto in poco tempo se qualcosa va storto, inoltre ha altre interessanti caratteristiche.

La prima caratteristica di BackWPup che voglio sottolineare è che, come fa IDrive for WordPress,BackWPup permette di esportare il backup, non su IDrive ma su DropBox oppure su Server FTP, su Amazon S3, su RackSpaceCloud, permette di inviarlo via email ed ovviamente può salvarlo in una cartella (directory) sul server.

Un altro vantaggio di BackWPup è che permette di fare il backup differenziato di wordpress, o deldatabase MySQL, dei files ed anche del file XML che sarebbe il backup predefinito di wordpress il quale non richiede nessun plugin per essere fatto però non permette di esportare tutto ovviamente.

Infine dico che BackWPup non può soltanto fare il backup di wordpress in formato zip, tar, tar.gz e tar.bz2 ed esportarlo praticamente dove si vuole ma permette anche di controllare e riparare il database di wordpress, un ottimo plugin per il backup di wordpress e per il suo corretto funzionamento.

Da qui potete fare il download di BackWPup, richiede un server che supporti PHP 5.2.0 ed almeno WordPress 2.8, serve inoltre curl se si vogliono esportare i backup su Amazon S3, gzip se si vuole il backup in formato gzip e bzip2 se si vuole un archivio del backup in formato bzip2.

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Esistono altri Social Network oltre Facebook?

Pingdom sostiene che esistano ben 29 social network che generano più di un milione di contatti giornalieri.
Facebook come tutti ben sappiamo la fa da padrone ma altre piazze virtuale raggiungono risultati non denigrabili.
Orkut (della galassia Google) anche se poco noto in Italia, è di fatto il secondo in classifica con ben 51 milioni di contatti giornalieri.
Con la globalizzazione, non importa più che si tratti di un fenomeno legato all’America Latina, l’unico dato importante resta la fama del portale, misurata ovviamente in visite.
Myspace è ormai lontano dalla vetta, questo fenomeno non è che la logica conseguenza di una piattaforma che non ha saputo rinnovarsi adeguatamente e che oggettivamente nasceva più come vetrina per l’attività di artisti emergenti che come vero network.

Link: 29 social network con almeno un milione di contatti giornalieri

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Carrelli abbandonati? Non più!

I venditori on-line devono ridurre il numero degli utenti che aggiungono prodotti al carrello e poi non completano l’acquisto.

Un carrello abbandonato è un occasione persa!

GetElastic Blog ha pubblicato un post in cui esponeva i suoi 10 consigli per ridurre i carrelli abbandonati nel proprio negozio. Potete leggere l’articolo originale alla pagina http://www.getelastic.com/shopping-cart-no-brainers/

Ecco invece la traduzione italiana.

1. Mantenere vivo il carrello

Lo studio fatto da SeeWhy suggerisce che il 16% degli uomini e il 26% delle donne hanno abbandonato il carrello SOLO per completare l’acquisto in un secondo momento. É strano ma molti utenti si aspettano che il loro carrello sia mantenuto magicamente in memoria fino alla loro prossima visita. I carrelli persistenti mantengono salvati i prodotti nel carrello usando dei cookies persistenti, (ovviamente se l’utente pulisce i cookie…addio carrello n.d.r.)

2. Permettere l’acquisto senza registrazione

Forrester Research ci dice che il 23% di chi acquista abbandonerà il carrello alla registrazione. A meno che non sia assolutamente necessaria una registrazione, provate a vedere cosa succede alle conversioni dando la possibilità di acquistare senza registrasi.

Se già consentite l’acquisto senza registrazione, considerate di rendere questa possibilità maggiormente visibile nella pagina. Presentando questa possibilita al cliente prima dei campi per il login (sulla parte sinistra, di modo che i clienti lo vedano prima) potrebbe incrementare le vostre vendite.

3. Fare un test “split path

Una procedura di acquisto con molti step (pagine) può sembrare scoraggiante e difficoltosa. Riducendo i passaggi per il checkout può aiutare. Il guru dell’ottimizzazione delle conversioni Bryan Eisenberg raccomanda di non usare più di 4 step, e di condurre un test di tipo “split-path” ovvero per un po di tempo una procedura diversa e mettere a confronto i risultati.

4. Guadagnare la loro fiducia

Banner di sicurezza, certificati SSL (secure sockets layer), icone di lucchetti, politiche sulla privacy e collegamenti ad “acquistare in modo sicuro” possono rassicurare scacciare la paura del cliente di condividere informazioni personali con voi.

Non dimenticate di inserire garanzie sulla sicurezza dove i clienti hanno più ansia (consiglio: vicino al campo della carta di credito).

5. Usare la validazione in linea

Invece di visualizzare errori dopo che che un form viene inviato, notificate ai clienti errori nei dati inseriti mentre li stanno scrivendo usando la validazione on-line. Un studio di usabilità ha rilevato un miglioramento del 22% con questa tattica.

6. Spiegare dove trovare il codice CVV

Se richiedete  il codice CVV (card verification value) che scritto sul retro della carta di credito del cliente, assicuratevi di spiegare dove possono trovarlo. Chi acquista online le prime volte potrebbe non averlo mai sentito nominare dato che non è richiesto per gli acquisti nei negozi fisici. il codice CVV è richiesto solo per le situazioni in cui non è fisicamente presente la carta di credito.

7. Usate un grande pulsante!

Nessuno scherzo, le dimensioni, il colore, il testo e la posizione del pulsante di acquisto può avere un impatto sulla conversioneMarketing Sherpa annovera il design del pulsante del carrello tra le 7 modifiche che hanno aiutato Newegg.com ad aumentare le vendite online del 30%.

8. Fornire informazioni per il contatto e una live chat

Assicuratevi che il numero del vostro servizio clienti e il link per lachat siano ben visibili durante il checkout in caso ci fossero problemi con il sito o il cliente dovesse fare una domanda. Uno studio condotto daBoldChat ha rilevato che il 76% dei clienti vuole parlare via chat di un carrello abbandonato in precedenza.

9. Ottimizzate le performance

Come è stato discusso anche nel webinar di GetElastic Blog Every Second Counts: How Web Performance Impacts Shopping Behavior, le aspettative del consumatore sulla velocità di caricamenteo della pagina stanno crescendo sempre di più di anno in anno. Forrester Research ha rilevato che il 47% dei clienti si aspetta che una pagina si carichi in 2 secondi o meno, e il 40% abbandonerebbe il carrello se impiegasse più di 3 secondi. Questo è vero non solo per l’Home Page, ma anche per ogni step della procedura di acquisto.

I gateway di pagamento spesso possono rallentare il tempo di risposta, specialmente quando non sono collocati vicino al cliente. Assicuratevi di controllarli regolarmente, in più posizioni geografiche diverse, e di ottimizzare il vostro sito con servizi come StrangeloopAkamaiGomez.

10. Tirate il grilletto

Se nelle prime fasi della procedura di acquisto avete catturato un indirizzo email, potete inviare una email automatica (o un coupon automatico) tramite dei trigger [n.d.r. grilletto in italiano]  che potrebbero salvare la vendita.

Anche se è facile da fare, solo l’11% circa dei venditori tra quelli della lista Internet Retailer 500 seguono i carrelli abbandonati tramite email.

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Ubuntu 11.04, novità di Unity in un video

Jason Perlow di “ZDNet” ha realizzato un video con le principali novità dell’interfaccia utente di Ubuntu 11.04, come spiega anche Perlow nel suo articolo, Unity va a sostituire solo lo shell layer di GNOME 2.3 e non l’intero ambiente desktop.
Chi (come il sottoscritto) è abituato a GNOME da una vita storcerà il naso, Unity semplifica l’impatto con il desktop di Ubuntu per chi è alle prime armi con il mondo Linux e questo è di certo una cosa apprezzabile.
Nel filmato, vedrete come Unity condensa i menù in un’unica sidebar laterale con icone dei propri programmi preferiti e le applicazioni aperte (tipo super-taskbar di Windows 7).
La barra di sistema, assume un impeccabile Mac Style e contiene i menu dei programmi aperti.
Ottima la di ricerca veloce, che permette di accedere a programmi, file ed elementi di sistema (es. l’equivalente ubuntuiano del pannello di controllo), e gradevoli gli effetti 3D.
Unity però ha anche i suoi lati negativi tra cui, l’impossibilità di personalizzare la barra laterale del desktop aggiungendo ad essa widget personalizzati o spostandola in altre posizioni della scrivania.

 

Ubuntu Natty Narwhal 11.04 Alpha 3 Demo from Off The Broiler on Vimeo.

Chi vorrà potrà utilizzare il caro vecchio GNOME anziché Unity  selezionando l’opzione Ubuntu Classic Desktop dal menu di login.
Ubuntu 11.04 è atteso per il 28 aprile prossimo.
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PShutDown, pianificare lo spegnimento del pc e non solo…

Devo scappare, sono in ritardo ma devo finire il download…vorrei che il mio pc si spegnesse da solo tra un ora ma come fare!

PshutDown fa al caso mio! É freewareopen sourcespecifico per Windows che, consente di pianificare ed automatizzare l’esecuzione di specifiche operazioni al PC, selezionate tramite l’apposito elenco e, successivamente, schedulate.

Quindi poremo pianificare nove differenti azioni quali: spegnimento del PC, riavvio, disconnessione, ibernazione, spegnimento del monitor, esecuzione di uno specifico programma selezionato, esecuzione di un allarme, visualizzazione di un messaggio e selezione di un plugin.

Una volta pianificato il tutto cliccate su Start, e avviato il conto alla rovescia uscite pure di casa…

Download | PShutDown

 

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